Marco
Sono un viaggiatore peregrino, avvistabile a volte ai bordi del mondo conosciuto, portatore pericoloso di semi e deviazioni, sono un seminomade primitivo restituito alla tribù dei Rolling Claps . Dichiaratamente ostile alla fretta ma non al futurismo, cammino per evangelizzare il sogno della vita. Detto Razzinger, al secolo severo custode del congiuntivo, vivo e opero sul lago Maggiore, seppure sia profondamente legato a Genova, dove sono nato e nelle cui strade sono cresciuto.


Luigi
Sono un viandante, o perlomeno tento di esserlo. Cammino perché, camminando, oppongo l’umano al disumano. Passo il tempo a formulare ipotesi sul mondo in cui vivo. Alcune le ho formulate in dei libri di versi e, negli ultimi anni, in due libri in prosa: Alzati e cammina e Viandanza.
www.nacciluigi.wordpress.com

 

 

 

 

 


Alessandra Beltrame
Giornalista, vive tra Udine e Milano. Cammina quando può, dove può, per piacere e perché camminare è vivere. Ama le antiche vie. Il suo libro, Io cammino da sola.

 

 

 

 

 

 


Furio

Nato a Roma nel ’75, ha vissuto nella bassa friulana, poi si è trasferito a Trieste, dove si è laureato in ingegneria. Per diversi anni ha corso i 400 metri, poi ha conosciuto “Gli Ammutinati” e si è dato alla poesia. Ha imparato a camminare ad appena 1 anno e da allora non si è mai fermato. Detto “Il Timbalero”.

 

 

 

 

 


Nicolò
Ho cominciato a camminare quando ho capito di non sopportare più l’idea di stare seduto. Sono bastardo fino agli scarponi, metà istriano, un quarto padovano, un quarto trentino, per questo rispondo sempre che non sono triestino bensì sono nato a Trieste. Ho due grandi amori: la Storia e il Milan. Scrivo su Il Messaggero Veneto, Il Piccolo e per La Biblioteca dell’Immagine con cui ho pubblicato “La Grande guerra a piedi – Da Londra a Trieste sulle orme del primo conflitto mondiale”. Normalmente il traffico m’inquieta. Avrei voluto Patrick Leigh Fermor come zio.

 


Luiz

Nato a Parede, paese fondato nel 1911, da fervorosi repubblicani, un anno dopo alla caduta della monarchia in Portogallo. L’anno successivo alla mia nascita usciva negli Stati Uniti On the road di J. Kerouac, il che lasciava sperare bene per il bambino nato in piena beat generation. Bummmm! Letto il libro nei primi anni settanta e da allora, la frenesia del muovermi, e muovermi a piedi, iniziò. Terzo di nove fratelli e fedele alla tradizione fiabesca, lasciai molto presto la casa materna per andare a correre il mondo in cerca di avventure. Di avventura in avventura, accumulai alcuni zaini, alcune migliaia di libri, mi ritrovai circondato dalla mia compagna, due figlie, diverse pecore, cani, i gatti che ogni volta devono scendere a patti con il cane di turno, tutto questo sul lago di Como. “I was standing on the hot road underneath an arc-lamp with the summer moths smashing into it when I heard the sound of footsteps from the darkness beyond, and lo, a tall old man with flowing white hair came clomping by with a pack on his back, and when he saw me as he passed, he said, “Go moan for man,” and clomped on back to his dark. Did this mean that I should at last go on my pilgrimmage on foot on the dark roads around America?

Detto “O Pé Coxinho”.
 

Cristina
Viaggia, scribacchia un bel po’, riviaggia, cammina, va in bici. Fa corsi, vede genti. Insomma, vive. O almeno ci prova. Tenta di rimanere umana, lenta, accesa. Prende sempre le misure per qualche mondo un po’ diverso. Che sia più solidale magari, rigenerativo addirittura.
E poi scrive, solo ogni tanto, non ancora quanto vorrebbe.

 

 


Emilia
Curiosa esploratrice e grande sognatrice (più che altro con la testa tra le nuvole!), non aspetto altro che vedere da un’altra prospettiva il Friuli in cui sono nata, cresciuta, terra che ho spesso odiato e troppo poco amato… spero mi riservi mille sorprese, ma non mi faccio aspettative, il cammino è lungo ed è tutta una scoperta! Sogno da 30 anni di mettere lo zaino in spalla e partire con i miei piedi… sogno di incontrare gente nelle osterie di paese, gente davanti alle boutique della frutta, gente che cammina come me, ma magari solo per andare dal dottore… gente che lavora ancora la terra, bambini che vanno ancora in bici e vecchi che se la raccontano seduti alle panchine comunali… spero ci sia ancora qualcosa da raccontare per loro e orecchie che li possano ascoltare… Buon viaggio a tutti, buon viaggio a me stessa


Matteo
Nato a Trieste da famiglie italo-slovene-austriache, ma cresciuto a Roma di cui porto ancora l’incancellabile accento, amo il silenzio e l’osservazione, le giuste parole, l’introspezione. Mi sono formato in Lettere. Lavoro per l’accoglienza ai richiedenti asilo politico, ossia per persone che i cammini li hanno fatti per attraversare deserti e confini, e anche quando arrivano in un posto sicuro, sembrano non riuscire a fermarsi di nuovo. Cammino per cercare la bellezza. Nel gruppo sono soprannominato “Er Gondoliere”. Ma nessuno sa ancora perché.

 

 

 

 


Daniela

Sono nata e cresciuta a Mondovì e quello rimane il posto più bello al mondo per me. Non ci vivo più, ma ci torno spesso. Ora vivo a Milano, dove faccio la ricercatrice. Amo la mia nuova città, ma mi mancano le montagne. Mi piace camminare, soprattutto in salita. Adoro la neve. Mi piace la poesia e la cerco nei libri e nei paesaggi e nelle persone.
Nel gruppo sono soprannominata la “Mentirosa”.

 

 

 

 


Sara
Nata e cresciuta in Valcellina, si è spostata a Trieste per studiare e in questa città tra mare e Carso ha trovato lavoro e affetti e si è fermata (per il momento). Cammina con i Rolling Claps da un po di anni. Insieme a loro ha percorso diverse vie per Venezia, una per Santiago e altre strade piacevolmente condivise. Nella vita si occupa di ambiente e sicurezza sul lavoro. Adora la sua Regione ed è pronta a partire per questa nuova avventura lungo i suoi confini, forse per cancellarli o forse per ricordarli e sgambettare sui loro vantaggi. Ancora non lo sa, lo scoprirà strada facendo. I Rolling Claps la chiamano Locandiera.

 

 


Anna
Triestina adottata ma di origini bergamasche. Mi sono trasferita a Trieste per studiare scienze statistiche e ora lavoro in assicurazioni. Mi piace molto stare all’aria aperta e camminare soprattutto da quando vivo a Trieste…l’aria di mare e del carso mi han fatto ritornare la curiosità di scoprire nuovi posti e paesaggi. e poi, dopo una settimana stressante al lavoro, cosa non c’è di più bello che passeggiare nel silenzio della natura?!?!

 

 

 

 

 


Andrea
Nasco nel 1972 e cresco sulle rive di alcuni fiumi veneti, Piave, Livenza e Lemene. Studio per un po’ anche a Trieste, città che esercita sempre un certo fascino su di me. Attualmente lavoro in estate come portiere notturno in un hotel. Dopo alcune letture divento un appassionato di cammini e un curioso di modi di vivere altrimenti.

 

 


Stefano
Padovano di nascita, classe 1972, dopo qualche esame di giurisprudenza intuisce che alle aule di tribunale avrebbe preferito dell’altro, pertanto si trasferisce a Jesolo dove lavora in un campeggio.
Ama la natura, il rugby, il vino e la buona compagnia, come ha scoperto essere quella dei Rolling Claps. Conosce il Senz’alluce Luigi sul cammino di Santiago nel 2010 e da allora ha partecipato, col soprannome di “mondiale” alle attività del gruppo.

 


Giovanni

Pugliese di nascita e trapiantato in Friuli. Lavoro da più di 10 anni per l’Università di Trieste, dove mi occupo con passione di orientamento al lavoro e di placement. Mi sento una persona fortunata, perché nella vita non mi è mancato nulla. Ma ogni tanto mi lamento, per precauzione. Mi piace ascoltare, perché penso che chiunque abbia qualcosa da raccontare.
Detto Buco, ho scoperto di amare il cammino grazie ai Rolling Claps.

 


Nicola
È e fa il fotografo, è (da poco) guida naturalistica ma (purtroppo) non la fa (non ancora). La sua religione gli impedisce di redarre autobiografie esaustive.

 

 

 


Donatella
Nata a Udine nel 79, cresciuta nella bassa friulana, ha studiato fisioterapia a Trieste, si è specializzata a Padova e ora svolge questo meraviglioso mestiere all’ospedale di Udine. Soprannominata “la curandéra”, perché tenta di soccorrere gli altri viandanti con trattamenti estemporanei salvo poi soccombere essa stessa a causa degli acciacchi articolari. Nonostante ciò, si ostina a riprovarci, dopo la prima esperienza del 2012, convinta che vi siano ampi margini di miglioramento e che ogni esperienza al ritmo di passi condivisi sia un arricchimento. Ama la natura, osservarla e sentirsene parte, ama il contatto con le persone, il riconoscimento e l’accoglienza. E ama la parola, anche poetica, scritta o declinata nelle sfumature delle voci.
 
 
 
 
 
 
 

 
Valeria
Originaria dall’onirica campagna di un paesino della bassa friulana, ho trascorso molti anni tra Trieste e il mio paese natale vivendo e osservando gli aspetti contaddittori ma interessanti delle due zone. Rapita dalla magia del Carso, ho trovato delle verità in un ventoso paesino nel versante sloveno, dove attualmente vivo. Sono mamma di due creature che mi stanno insegnando tanto. Mi ritengo una persona molto fortunata. Una fortuna è anche stata trovare i Rolling Claps, che hanno dato consapevolezza a una viandanza che non sapeva di essere cammino, e che hanno dato un senso a un cammino in compagnia. Camminando non ho raggiunto niente, ho abbandonato tanto, lasciato il superfluo, mi sono riavvicinata all’essenziale. Cammino perchè andando in orizzontale mi unisco col verticale. Detta “Salvacagoje”
 
 
 

Federica
Sono emiliana, nata a Modena, trapiantata a Trieste con il sogno di proseguire gli studi come biologa. Ora sono una biologa marina presso un centro di ricerca triestino, amo il mare, il Golfo e la sua città. Ho sempre macinato chilometri per viaggiare ma in aereo, prima volta che imparo a “camminare”. Metter un passo dopo l’altro e osservare il paesaggio che cambia, lentamente, è un modo per assaporare la natura che ti circonda e placare il mio stato d’animo sempre un po’ irrequieto.
 
 
 
 

Alberto

Il cinque di settembre 1967 per la prima volta ho dato un’occhiata a quello che c’era intorno.
Sono mediamente felice, da quel momento.
Mi occupo di persone, insieme ad altre persone.
Osservo a lungo.
Attendo molto.
Cammino.
Cerco di perdermi.
 
 

Anna

Nata a Gorizia nel 1985 con gli scarponi ai piedi e vissuta nella bassa friulana per quasi la totalità del tempo restante, discende da una famiglia di grandi camminatori.
E’ stata iniziata alla viandanza venendo scorrazzata per tutte le montagne friulane, nello zaino del padre, ancora prima di imparare a camminare.
Dopo un paio d’anni di totale rifiuto dell’eredità paterna, come succede a tutti gli adolescenti ribelli, ha riscoperto il piacere del camminare, da sola, dopo i vent’anni e ci sono voluti numerosi cammini lunghi per addomesticarla ed abituarla al camminare in gruppo.
Oltre alla natura e al camminare a piedi scalzi, ama la birra, la lettura, la scrittura, ma anche l’aggressive skating ed il mondo del teatro del quale fa parte oramai da molti anni.
Nonostante gli studi in tutt’altro campo, lavora nel decimo cerchio dell’inferno, il centro commerciale, motivo per cui ogni volta che può si rifugia nella tranquillità della campagna / montagna friulana.
E’ dotata di piedi magici, capaci di ritornare alla forma iniziale successivamente a qualsiasi trauma da “scarpone”. Motto: “Quello che non serve pesa”.