La quinta tappa del nostro cammino ci porta da Medeazza a Nova Gorica.

Abbiamo pensato che fosse il caso di partire presto, tenuto conto che ogni bollettino meteo prevedeva il diluvio universale. “Ceu da agua”, come si dice sia in portoghese che in genovese. Fatte queste attente considerazioni, abbiamo mosso gli zaini alle 9:50. Da Medeazza imbocchiamo il sentiero Abramo Schmid, paradiso di profumi di erbe selvatiche come il timo, la santoreggia e la Rosa canina.

Percorriamo la linea del confine attuale tra Slovenia e Italia. Esattamente cent’anni fa, nel 1917, la stessa dorsale del Flondar che stiamo percorrendo, tra Medeazza e Jamiano,  fu la linea sulla quale presero vita i principali scontri di questo fronte della Grande Guerra. In quegli stessi scontri la vita, invece, la persero migliaia di giovani. Così tanti da farti chiedere come sia possibile che, ancora oggi, ogni città e paese italiano dedichi una via a Cadorna.
Scendiamo sull’altro versante e arriviamo prima a Comarie e poi a Jamiano.

Da Jamiano risaliamo lungo un sentiero definito “Museo all’aperto della Grande Guerra  sul Carso”.

Alle 10:30 la pioggia decide che vuole partecipare al cammino dei Claps e in un primo momento è una compagna di viaggio timida e quasi piacevole.
Scorre veloce il percorso transfrontaliero Bonetti-Nova Vas-Opatje Selo T3, dove visitiamo l’Abisso di Bonetti, oltre alle centinaia di metri di trincee. Arriviamo a Nova Vas e poi a Opatje Selo, dove ci fermiamo per un tempo infinito a consumare il consueto pasto frugale e salutista.

Alle 14:30 inizia a piovere a dirotto e senza sosta e la compagnia della pioggia diventa invadente. Non possiamo permetterci di scalare l’altipiano come avremmo voluto. Imbocchiamo pertanto la statale per Miren/Merna, tagliando le curve lungo una serie di sentieri nel bosco (tecnicamente detto STAC).
A Miren ripariamo nella Pizzeria Frnažar, dove la splendida Kristina ci conquista con la sua semplicità e gentilezza. Una vera hospitalera che, guardando la pioggia fuori dalla finestra, ci chiede “ma chi ve la fa fare di camminare, con questo tempo? che peccati avete fatto?” E poi ci offre spontaneamente una pizza.

Da Miren costeggiamo Šempeter pri Gorici, dove imbocchiamo una bellissima ciclabile che passa prima per Vrtojba e poi segue la linea di confine che divide le due Gorizie. Un tempo questa pista era la ferrovia Transalpina costruita dagli Austriaci. Passiamo sopra il confine di Casa Rossa e abbandoniamo la ciclabile poco prima di arrivare alla Piazza Transalpina. Percorriamo la strada verso l’ostello che alla nostra sinistra si chiama via S. Gabriele e alla nostra destra Erjavčeva ulica.

Tappa 5 – 26 aprile – Da Medeazza a Nova Gorica/Gorizia

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