La seconda tappa del PeriploFVG è inziata con una sobria colazione: 2 krapfen, 2 caffè alla pasticceria Ota di Bagnoli. Cosa che si sono goduti solo alcuni Claps, quelli che hanno seguito i consigli della autoctona Senza Nome Michela. Altri hanno preferito il bar in fondo alla piazza,  perché  pigramente hanno preferito aspettare le brioche surgelate!
La Val Rosandra, come ogni domenica, si stava dimostrando la meta più ambita dai locali e, dall’interno del bar, i Claps hanno lasciato avanzare i passeggiatori domenicali, per non intralciare il loro rapido andare con gli ingombranti zaini.
Abbiamo quindi imboccato la valle e subito il suono delle rane nel Rosandra ci ha fatto compagnia. Siamo viandanti in zone di confine, confini che per alcuni sono ancora reali e significano la vita. In direzione opposta alla nostra con gli occhi smarriti e stanchi, due famiglie di profughi entravano in Italia. Una coppia con due bambini, di cui uno in fasce e un’altra con la donna incinta ansimante per la fatica. Offriamo loro dell’acqua e proseguiamo chiedendoci: chissà da quanto tempo sono in viaggio? Quanti confini varcati, quante cose lasciate e quante speranze abbracciate.
Proseguiamo la nostra strada attraversando il Rosandra a Bottazzo, lungo i ruderi dei suoi mulini. Ci inerpichiamo sul sentiero n. 1 per raggiungere la ciclabile. Dopo una sudata così, i Claps non si fanno mancare una sosta. Percorriamo la ciclabile (ex ferrovia Trieste – Erpelle) per raggiungere Draga Santa Elia dove alcuni decidono di pranzare alle 11:30 nella locanda Mario. Non tutti appoggiano l’idea dei più temerari, considerata l’ora, ma non è mai troppo presto per farlo! A sorpresa ci raggiungono due donne, di Cervignano e Palmanova, che sono venute a cercarci avendo seguito i nostri passi in rete. Ci sentiamo increduli e onorati. Ringraziamo per i sorrisi che ci hanno regalato e le salutiamo.
Proseguiamo lungo il periplo e raggiungiamo Grozzana,  dove non ci facciamo mancare una scorta di miele e altre delizie dagli apicoltori Abrami e Carboni,  che ci raccontano come hanno iniziato la loro avventura con le api 30 anni fa, per passione, trasformandola in un vero e proprio mestiere. Il loro miele è conosciuto e apprezzato per la sua genuinità da tante persone che ogni giorno ad ogni ora, passano di là per comprare le diverse ricette di miele. Saliamo quindi verso la cima del Cocusso, con la speranza di una buona jota, uno strudel e svariate birre! Il rifugio non ha deluso le aspettative e con la pancia piena scendiamo verso la nostra meta di questa seconda tappa, il Centro Sportivo Zarja di Basovizza. 
Per raggiungerlo attraversiamo un bellissimo bosco, dove ammiriamo splendidi fiori: pulsatatille, fritellarie (rare e in via di estinzione), distese di peonie; poi il Parco degli eroi di Basovizza. Ad accoglierci, un simpatico gregge di caprette, che cerchiamo di salvare da un accrocco di processionarie. Nel Parco degli eroi si assapora tanta storia di questi luoghi, lo facciamo “ascoltando” l’editto Fumis in terris del nostro Razzinger.
Raggiungiamo quindi Basovizza e, grazie alla meravigliosa ospitalità di Gregor e dell’associazione sportiva SPDT, per questa notte avremo come giaciglio il comodo materasso della palestra di roccia della Zarja. Che emozione dormire sotto tanta passione ed entusiasmo alpinistico.
E anche questa tappa si conclude con una cena pellegrina nel Pub Zarja.

Tappa 2 – 23 aprile – Da Bagnoli a Basovizza

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