Il gruppo

The Rolling Claps sono circa una trentina, viandante più, viandante meno.

Tentano quest’anno l’ardua impresa*:

Luiz Melo Sousa, detto “O Pé Coxinho”
Andrea Maneri, detto “l’Attuario Fasciato”
Donatella Prosperi, detta “La Curandera”
Sara Alzetta detta “La Locandiera”
Nicola Picogna detto “El Mulo Messner”
Valeria Frattolin detta “Salvacagoie

* Di ogni membro è indicato, laddove esista, lo pseudonimo conquistato sul campo.


luisLuiz

Nato a Parede, paese fondato nel 1911, da fervorosi repubblicani, un anno dopo alla caduta della monarchia in Portogallo. L’anno successivo alla mia nascita usciva negli Stati Uniti On the road di J. Kerouac, il che lasciava sperare bene per il bambino nato in piena beat generation. Bummmm! Letto il libro nei primi anni settanta e da allora, la frenesia del muovermi, e muovermi a piedi, iniziò.
Terzo di nove fratelli e fedele alla tradizione fiabesca, lasciai molto presto la casa materna per andare a correre il mondo in cerca di avventure.
Di avventura in avventura, accumulai alcuni zaini, alcune migliaia di libri, mi ritrovai circondato dalla mia compagna, due figlie, diverse pecore, cani, i gatti che ogni volta devono scendere a patti con il cane di turno, tutto questo sul lago di Como.
“I was standing on the hot road underneath an arc-lamp with the summer moths smashing into it when I heard the sound of footsteps from the darkness beyond, and lo, a tall old man with flowing white hair came clomping by with a pack on his back, and when he saw me as he passed, he said, “Go moan for man,” and clomped on back to his dark. Did this mean that I should at last go on my pilgrimmage on foot on the dark roads around America?

Detto “O Pé Coxinho”.


maxAndrea

La mia casa è la Sicilia, luogo che mi ha dato i natali ed una felice infanzia, e dove torno troppo poco.
La mia casa è Roma, dove ho vissuto per più di cinque anni, concludendo gli studi universitari.
La mia casa è Firenze, dove ho conosciuto mia moglie.
La mia casa è Trieste, dove lavoro e passo buona parte delle mie giornate.
La mia casa è Addis Abeba, che mi ha donato la gioia di un bimbo diverso da me ed uguale a me.
La mia casa è il Friuli, dove vivo insieme a mia moglie, i miei due figli, cani, gatti, galline e oche.
La mia casa è Santiago, dove ho scoperto che la mia casa è dove sono accolto.
La mia casa è Arrés, minuscolo borgo sperduto sui Pirenei, dove ho scoperto che la mia casa è dove accolgo.
La mia casa è il mio zaino, perché grazie ad esso capisco cosa è essenziale e cosa è futile.
La mia casa è ogni solco che creo col mio passo, perché camminando lentamente scopro che il mondo è un insieme di luoghi, persone, paesaggi che puoi scoprire solo passo dopo passo.


doni 2012 primo pianoDonatella

Nata a Udine nel 79, cresciuta nella bassa friulana, ha studiato fisioterapia a Trieste e ora svolge questo meraviglioso mestiere all’ospedale di Udine.
Soprannominata “la curandéra”, perché tenta di soccorrere gli altri viandanti con trattamenti e creme-bomba per poi soccombere essa stessa a causa degli acciacchi articolari. Nonostante ciò, si ostina a riprovarci, dopo la prima esperienza del 2012, convinta che vi siano ampi margini di miglioramento come camminatrice…
Ama la natura, osservarla e sentirsene parte, ama il contatto con le persone, il riconoscimento e l’accoglienza. E ama la parola, anche poetica, scritta o declinata nelle sfumature delle voci.

 


SaraSara

Nata mentre alla radio davano “Rock the kasbah”, in un nord est italiano ancora felice e ottimista per la vittoria ai Mondiali, dopo 8 mesi inizia a camminare e non si ferma più. Grazie ai Rolling Claps scopre che, oltre a camminare, si può essere in cammino. In cammino impara a vedere le cose da un’altra prospettiva e con un’altra velocità (o lentezza) e si appassiona. Cammina perché non c’è modo migliore per nutrirsi ed immergersi nella bellezza che ci circonda, nella natura, nell’umanità, nel silenzio e nel rumore. Detta “La Locandiera”, per ricordare che, nel cammino, anche le soste sono importanti.


NicolaNicola

 

E’ e fa il fotografo, è (da poco) guida naturalistica ma (purtroppo) non la fa (non ancora).
La sua religione gli impedisce di redarre autobiografie esaustive.


 valeriaValeria

Originaria dall’onirica campagna di un paesino della bassa friulana, ho trascorso molti anni tra Trieste e il mio paese natale vivendo e osservando gli aspetti contaddittori ma interessanti delle due zone. Rapita dalla magia del Carso, ho trovato delle verità in un ventoso paesino nel versante sloveno, dove attualmente vivo. Sono mamma di due creature che mi stanno insegnando tanto. Mi ritengo una persona molto fortunata. Una fortuna è anche stata trovare i Rolling Claps, che hanno dato consapevolezza a una viandanza che non sapeva di essere cammino, e che hanno dato un senso a un cammino in compagnia. Camminando non ho raggiunto niente, ho abbandonato tanto, lasciato il superfluo, mi sono riavvicinata all’essenziale. Cammino perchè andando in orizzontale mi unisco col verticale.
Detta “Salvacagoje”


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